LA TIROIDE E LA GRAVIDANZA

Una tiroide in forma è essenziale in ogni fase della vita ma durante la gravidanza il suo compito di “buon pilota” per mantenere ottime le funzionalità dell’organismo raddoppia.
Già prima della dolce attesa può influenzare la fertilità femminile: il giusto valore degli ormoni tiroidei presiede alla regolarità delle mestruazioni, al concepimento e all’impianto dell’embrione. In caso opposto, si incorre in infertilità e sterilità.

La salute del feto

Con la gravidanza, la ghiandola a farfalla permette di “assecondare” le modifiche che si registrano nel corpo materno, adattandolo alla nuova vita che è appena iniziata.
Una corretta funzionalità della tiroide è necessaria per la salute del feto ed è determinante per lo sviluppo cerebrale. La tiroide della madre deve produrre più ormoni T3 e T4, per soddisfare anche i bisogni dell’embrione che ancora non può farlo per conto suo. Alla maggiore attività della tiroide si associa una maggiore richiesta di Iodio.

Se lo iodio non è sufficiente

Perché lo iodio è così rilevante in gravidanza? Se manca lo Iodio, non possono essere prodotti gli ormoni tiroidei con rischio di sviluppare gozzo sia per la madre che per il feto. Inoltre una corretta integrazione di iodio serve a prevenire cretinismo e altre alterazioni neurologiche. Secondo le segnalazioni dell’Istituto Superiore di Sanità e del Ministero della Salute Italiani, la donna in attesa deve assumere almeno 250 microgrammi di iodio al giorno, dose ideale anche durante l’allattamento.

Come verifico se la mia tiroide funziona bene in gravidanza?

È buona norma fare un controllo del TSH nelle prime settimane di gestazione, periodo in cui inizia a modificarsi l’attività della tiroide. I valori di TSH devono essere al di sotto di 4.0mUI/l per tutti i 9 mesi.
Nelle donne con ipotiroidismo pregresso potrebbe occorrere un aumento dei dosaggi di levotiroxina per gestire questa modificazione. La gravidanza può generare un ipotiroidismo transitorio così come può svilupparsi una tiroidite post-partum per cui è consigliato controllare TSH e autoanticorpi anche dopo il parto.
L’ipertiroidismo in gravidanza si verifica se c’è un ipertiroidismo pregresso, la terapia viene valutata in virtù dello stato di gravidanza.