LA TIROIDE E LA DONNA

Una buona funzionalità tiroidea è importantissima in tutte le fasi della vita soprattutto nella donna. Nonostante non sia ancora chiaro a pieno il motivo, è risaputo che le donne sono più soggette ad avere alterazioni sia funzionali che morfologiche della tiroide. Ad esempio nei casi di tiroidite di Hashimoto, tipicamente associata all’ipotiroidismo, la percentuale di sviluppo dell’infiammazione nelle donne è del 7% a fronte del 1,3% che viene riscontrato negli uomini.
Data la stretta relazione che intercorre tra fertilità e funzione tiroidea, nelle donne è fondamentale mantenere questo equilibrio il più efficiente possibile. È noto che l’attività degli ormoni tiroidei è legata a quella degli estrogeni. Più estrogeni ci sono in circolo, meno gli ormoni tiroidei riusciranno a svolgere le loro funzioni.
Già in età adolescenziale si vede come un’alterata attività della tiroide influisca sull’aspetto fertile delle giovani. Infatti, l’ipotiroidismo in queste pazienti è spesso associato ad amenorrea ed alterazioni della funzionalità sessuale.

Tiroide e fertilità

Data la stretta connessione, le diverse associazioni endocrinologiche hanno ritenuto necessario stabilire delle linee guida nella gestione della tiroide in donne che cercano una gravidanza. Nelle nuove linee pubblicate nel 2017 dall’ATA, si considera necessario mantenere un TSH al di sotto di 2.5 mUI/L nelle donne che desiderano avere un bambino. Per questo è consigliato controllare la funzionalità tiroidea in queste donne e correggere qualsiasi alterazione al fine di raggiungere al meglio l’obiettivo. Questo sia in donne che scoprono di avere questa alterazione proprio grazie alla ricerca di gravidanza, sia in quelle che già sono a conoscenza del problema.
Nelle prime potrebbe risultare utile somministrare integratori per riportare i valori del TSH nella norma, nelle seconde spesso si deve rivedere la posologia della levotiroxina.

Tiroide e menopausa

La menopausa è uno degli stadi della donna a cui l’endocrinologo deve porre più attenzione. In questa fase l’organismo subisce dei cambiamenti che si riflettono sulla funzionalità della tiroide. Come detto gli estrogeni svolgono un ruolo importante nel controllare l’attività degli ormoni tiroidei, fT3 e fT4, perché aumentano le quantità della proteina che lega questi ormoni e non permette ad essi di svolgere le proprie funzioni. In menopausa la quantità di estrogeni diminuisce, di conseguenza aumenta la quantità di ormoni tiroidei attivi che circolano nell’organismo. Per questo, ad esempio, è possibile un miglioramento dell’ipotiroidismo.
Per queste motivazioni, nelle donne che presentano ipotiroidismo subclinico in menopausa spesso viene riconsiderata la condizione generale della paziente e deciso se modificare la terapia o in alcuni casi anche sospenderla. Inoltre non bisogna sottovalutare che la menopausa porta ad un aumento del rischio per l’osso che potrebbe associarsi a quello indotto dal trattamento, andando a peggiorare la situazione della paziente.